Olocausto, il genocidio dei rom

Olocausto, il genocidio dei rom

Il ricordo il 28 gennaio alle 17.30 a Scampia

Distruzione, annientamento. Questo significa in lingua romanì Porrajmos, l’olocausto dei 500mila rom e sinti nei lager nazisti. A morire per primi donne e bambini. Tra il 2 e il 3 agosto del 1943 più di 4mila persone furono sterminate nel cosiddetto campo degli zingari ad Auschwitz. In molti dimenticano che l’Olocausto non colpì solo gli ebrei.

La storia difficilmente ricorda lo sterminio degli zingari sotto il regime nazifascista. In occasione della Giornata della memoria, che si celebra il 27 gennaio, l’associazione Chi rom e chi no e il centro culturale e
gastronomico di Scampia Chikù hanno realizzato e diffuso un video in cui
prendono parola le nuove generazioni rom, ragazze nate in Italia, che
chiedono un’inclusione lontana dalla logica dei
campi istituzionali. Appuntamento al Chikù, sito in viale della Resistenza,
comparto 12, il 28 gennaio alle 17.30.

Barbara Pierro, Biagio Di Bennardo ed Emma Ferulano ricordano che anche «Amnesty International Italia ha più volte sottolineato il rischio per i
diritti umani attraverso l’incremento degli sgomberi forzati e le
politiche di segregazione abitativa negli ultimi anni. A questi
aspetti si aggiunge la centralità del tema relativo alle politiche
ambientali e al loro impatto sulle condizioni di vita di queste
comunità che vivono in territori sottoposti a forte inquinamento e
tossicità. Per questo è necessario che accanto alle commemorazioni
vadano impostati nuovi principi e politiche che mettano al centro le
persone, i diritti, la giustizia sociale, un nuovo modello
sostenibile, il futuro delle nuove generazioni, la liberazione da ogni
oppressione».

Redazione
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