A Napoli è emergenza povertà

A Napoli è emergenza povertà

Il monitoraggio di Cisl Napoli sui ticket spesa per l’emergenza nella provincia

L’emergenza da Covid-19 ha acuito il divario sociale e la povertà. Sono state diverse le misure messe in campo a livello nazionale e regionale. Il sindacato ha seguito da vicino questi passaggi. Spesso facendo da filtro tra le istituzioni ed i cittadini. Tra le misure messe in campo dal governo ci sono stati i cosiddetti ticket spesa. Una misura sulla quale Cisl Napoli ha avviato un monitoraggio. Avviso pubblicato dall’ente. Criteri e modalità di accesso. Numero di domande pervenute ed accolte. Questi i criteri del monitoraggio.

Ai 92 Comuni della provincia di Napoli sono stati assegnati fondi pari 27.212.365,84 euro. Ciascun Comune ha erogato buoni spesa in base alla ripartizione dei fondi. La popolazione di riferimento del monitoraggio è stata pari a 2.370.288 residenti. Ovvero il 76 per cento della popolazione residente nella provincia di Napoli. Su questo campione le istanze pervenute sono state 98.826: 71.154 accolte, 27.672 respinte. Le domande accolte a Napoli città sono state 27 mila.

L’analisi dei dati raccolti racconta l’assenza di un sistema di welfare uniforme ed omogeneo, la frammentarietà delle procedure di accesso degli utenti ai servizi sociali. E ancora la mancanza di servizi dedicati specificatamente alle funzioni di accoglienza e la carenza di risorse, prevalentemente umane, dedicate specificatamente alle funzioni di accesso.

«A pagare di più sono stati i ceti deboli. Come evidenzia lo studio della Cisl di Napoli, questa crisi si espande in modo specifico, aggravando la frattura tra le stesse fragilità, ampliando la distanza tra quelle visibili e quelle sommerse, invisibili. Le disparità si allargano e si fanno sempre più multidimensionali», ha detto il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra. «Bisogna ridare centralità al ruolo delle parti sociali», ha aggiunto Sbarra.

È necessario avviare un dialogo sociale sostenuto e programmato per lo sviluppo, l’integrazione, l’inclusione dei cittadini più svantaggiati. Il grido d’aiuto di famiglie, associazioni di categoria, coordinatori di ambito sociale ad oggi resta inascoltato. Nessun dibattito si è mai aperto per avviare una sostanziale riforma del welfare. Il welfare napoletano richiede grande attenzione da parte della Regione, degli enti locali e dei soggetti territoriali. Cisl Napoli chiede l’apertura di tavoli istituzionali ai quali lavorare per rispondere ai bisogni dei cittadini.

Melicia Comberiati
segretaria Cisl Napoli

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