La decisione del Tribunale di Trento dopo il ricorso di un cittadino etiope
Nel 2019 le domande di accesso agli alloggi pubblici in Trentino sono state 3.100. Una piccola crescita rispetto all’anno precedente in cui se ne registrarono 60. La Provincia di Trento è quella con il maggior numero di richieste. Le risposte di Itea non riescono a soddisfare le richieste, se non nel 7,7 per cento dei casi. Sempre nel 2019 la Provincia di Trento aveva deciso di porre come requisito fondamentale per l’accesso alle domande la residenza sul territorio nazionale da 10 anni.
Un requisito che l’ente ha giustificato come analogo alle norme sul reddito di cittadinanza. Un requisito che un cittadino etiope. Con i sostegno dei legali dell’Asgi Giovanni Guarini e Alberto Guariso ha presentato ricorso. Oggi il Tribunale di Trento si è pronunciato a favore del ricorrente. Il giudice Flaim ha ritenuto illogico chiedere un requisito nazionale per una prestazione di carattere provinciale. La norma trentina è stata inoltre ritenuta discriminatoria nei confronti di molti cittadini stranieri. Il giudice ha inoltre scritto che è in contrasto con la direttiva Ue 109 del 2003 che garantisce parità di trattamento ai titolari di permesso di lungo periodo.
La Provincia di Trento è stata dunque condannata a disapplicare la sua stessa legge. Prevista anche una condanna al pagamento di 50 euro per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione dell’ordinanza. Per i legali di Asgi «la decisione dovrebbe essere materia di riflessione anche per il governo rispetto alle norme sul reddito di cittadinanza». Gli avvocati auspicano che questa decisione possa portare la Provincia di Trento a rimuovere altre nome in materia di welfare, come la modifica della disciplina sull’assegno unico provinciale.
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