I particolari illustrati dal procuratore capo Giovanni Melillo
Con un maxiblitz anticamorra questa mattina i carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Napoli hanno dato un colpo importanti all’alleanza di Secondigliano. A raccontarne i particolari il procuratore capo della Procura di Napoli Giovanni Melillo nel corso di una conferenza stampa. I reati contestati alle 126 persone destinatarie di custodia cautelare vanno dall’associazione di tipo mafioso al traffico di sostanze stupefacenti. Dall’estorsione all’usura al riciclaggio. Nel corso del blitz sono stati sequestrati beni per il valore di 130 milioni di euro.
Nel corso della conferenza stampa il procuratore Melillo ha detto che quello smantellato era un «cartello mafioso che controlla in maniera pervasiva il complesso delle attività criminali che si svolgono sul territorio, ha una struttura federativa, ciascun gruppo è dotato di ampi margini di autonomia organizzativa e operativa, ma al contempo esiste una funzione direttiva comune alla quale sono affidate le decisioni sulle questioni più importanti».
Il procuratore capo della Procura di Napoli ha sottolineato inoltre che l’Alleanza di Secondigliano ricorre solo in casi estremi all’omicidio. Il lavoro principale che il sodalizio criminale portava avanti riguardava l’azione estorsiva, il controlla diretto o tramite prestanomi di attività di diversa natura che servivano al riciclo di denaro.
L’inchiesta ha portato a scoprire che l’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli «era diventato una sorta di sede sociale del clan Contini», ha detto Melillo. Gli uomini del clan avevano il controllo della struttura ospedaliera in ogni suo aspetto. Dalle forniture alle assunzioni nelle ditte appaltatrici o fornitrici. Il procuratore Melillo ha detto che «l’ospedale sembra essere stato la base logistica indispensabile per tessere le trame delittuose che hanno consentito la moltiplicazione delle truffe assicurative, la predisposizione di certificati medici falsi». Questo è stato possibile grazie alla complicità dei sanitari.
Tra i 126 destinatari dell’ordinanza eseguita questa mattina figura anche Maria Licciardi, tra i capi dell’Alleanza di Secondigliano. La donna che è resa irreperibile sarà inserita nella lista dei latitanti qualora non dovesse arrestata nella prossime ore. Centrale il ruolo delle donne. In particolare quello delle tre sorelle Anna, Maria e Rita Aieta, mogli rispettivamente di Francesco Mallardo, Edoardo Contini e Patrizio Bosti.