Le associazioni di categoria denunciano la mancata osservazione dell’allegato 2 al decreto 83 della Regione Campania
Il decreto 83 del 9 aprile della Regione Campania ha concesso la riapertura dei servizi sociosanitari erogati dai centri di riabilitazione e dalle cooperative rivolti alle persone con disabilità. Nel primo mese non sono stati molti i centri che hanno riaperto. Questo perché molte Asl non effettuavano i test sierologici ed i tamponi agli utenti. Per il personale se ne sono occupati i gestori dei centri.
Le associazioni di categoria denunciano un’ulteriore mancanza da parte di diverse Asl. Ovvero la mancata erogazione dei fondi per sostenere i servizi sanitari per i mesi da marzo a maggio. Quelli previsti dal decreto 83 della Regione Campania. «Le Asl hanno pagato a macchia di leopardo. Qualcuna ha erogato i fondi di marzo. Altre di aprile. Altre ancora non hanno effettuato alcun pagamento», denuncia il presidente di Anffas Campania, Salvatore Parisi. «Siamo in difficoltà in quanto i centri hanno anticipato gli stipendi al personale», ha aggiunto Parisi.
Sono oltre 15 mila i lavoratori interessati da questa situazione. E a questi si aggiungono gli utenti con disabilità. Ad oggi è ripartito circa il 70 per cento del servizio. «La parte sanitaria ha risposto bene. Mancano alcuni servizi relativi alla parte sociale, come il trasporto che dipende da Comuni ed Ambiti sociali di zona», racconta Salvatore Parisi. «Ci sono familiari di persone con disabilità che hanno ancora paura dei contagi e quindi non portano i propri congiunti nei centri», aggiunge il presidente di Anffas Campania.
Ad oggi tutte le strutture sono state sanificate e messe in sicurezza. Il persone viene controllati con tamponi e test sierologici. Diverse Asl non hanno però ancora effettuato i test alle persone con disabilità interessate dai servizi semiresidenziali. «Vorremmo – conclude Parisi – che il decreto fosse rispettato in toto».
Ciro Oliviero