Molti imprenditori sono indecisi se provvedere alle semine
Sono molti i settori economici del Paese che si trovano in difficoltà per l’emergenza sanitaria che stiamo attraversando. Molti usciranno devastati da questo periodo. Uno di quelli che per primi potrebbe trovarsi in seria difficoltà è l’agricoltura. Un settore nel quale una parte sostanziale della manodopera è fatta di migranti. Circa 350 mila i regolari, che scappano. Non si ha una stima certa degli irregolari, che si nascondono per paura di essere espulsi come previsto dai decreti Sicurezza.
La campagna Ero Straniero propone una regolarizzazione degli stranieri. Concedere il permesso si soggiorno dietro una proposta di lavoro. Tra settore agricolo e turistico alberghiero nel 2019 sono stati 18 mila i permessi per il lavoro subordinato stagionale. Lavoratori provenienti prevalentemente da Egitto, Marocco, Tunisia, Gambia, Albania, Bulgaria. Senza loro, secondo Coldiretti, è a rischio il 25 per cento dei raccolti. E la proposta dell’associazione di categoria è far lavorare nei campi pensionati e studenti.
La vice presidente della commissione agricoltura alla Camera, Susanna Cenni, ha sottolineato che «è necessario che assieme al proseguimento della battaglia contro sfruttamento e caporalato, non si abbandonino a situazione di grande rischio in questo momento esseri umani che contribuiscono alla produzione agricola nazionale cui abbiamo chiesto di non fermarsi per rifornire tutti noi di beni alimentari. Non dimentichiamoci dei campi e delle vite umane che vi lavorano».
Data la situazione più che incerta molti imprenditori sono indecisi se provvedere alle semine. Qualora non potessero contrattualizzare gli stagionali per la raccolta sarebbe inutile anche seminare. Un problema che rischia di ripercuotersi non solo sul settore agricolo e sul mercato italiano, ma anche su quello europeo. Il Belpaese è infatti primo produttore ed esportare di ortaggi come pomodori, melanzane, carciofi, finocchi.
Secondo Copagri Sardegna i provvedimenti economici relativi all’emergenza Coronavirus non tengono conto della crisi del settore agricolo. Il presidente regionale Ignazio Cirronis ed il direttore della Confederazione Pietro Tandeddu chiedono alla Regione Sardegna un contributo a compensazione parziale delle perdite. «Per quanto attiene al comparto ovicaprino, la ministra Bellanova provveda immediatamente, come ha annunciato, a spendere i 14 milioni per l’acquisto di pecorino romano per gli indigenti, anche in più fasi, e non si scordi del decreto orientato agli obblighi di trasmissione dei dati produttivi da parte degli acquirenti di latte».
Ciro Oliviero