Approvato il decreto Sicurezza bis

ABPH6295 Approvato il decreto Sicurezza bis

Il Consiglio dei Ministri lo ha approvato ieri sera

Quello che si è celebrato ieri sera è stato il primo Consiglio dei ministri dopo le Europee. Il primo provvedimento preso dal governo è stato quello di approvare il decreto Sicurezza bis come aveva richiesto il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Nel corso della seduta di Consiglio il decreto ha subito della modifiche, necessarie per non violare i trattati internazionali e la Carta costituzionale. Nella sostanza le norme volute da Salvini sono passate tutte.

18 gli articoli presenti nel decreto Sicurezza bis. Il primo filone riguarda la lotta all’immigrazione clandestina, che già era presente nel primo decreto Sicurezza del governo in carica. Rispetto alla bozza giunta in Consiglio dei ministri nono sono presenti nel decreto le sanzioni per i migranti. Restano però quelle per i comandanti, l’armatore o il proprietario delle navi che non rispetteranno il divieto di accesso al porto da 10 fino a 50 mila euro. Prevista anche la creazione di un fondo per i rimpatri pari a 2 milioni di euro.

Nella conferenza stampa post approvazione decreto il ministro dell’Interno ha snocciolato alcuni numeri e risultati che sarebbero stati raggiunti dopo l’entrata in vigore del decreto Sicurezza. I numeri relativi agli sbarchi non rispecchiano però la realtà dei fatti. Dall’inizio dell’anno sono stati circa 2000 solo a Lampedusa. Anche se il ministro dell’Interno ancora questa mattina è tornato sul tema, sottolineando che «grazie ai porti chiusi abbiamo svuotato i grandi centri come Cona e Bagnoli in Veneto e Castelnuovo di Porto a Roma. Ora è il turno di Mineo».

Nel decreto Sicurezza bis sono state potenziate le operazioni di polizia sotto copertura, reintrodotte le intercettazioni preventive, prevista l’assunzione di 800 amministrativi per smaltire le sentenze penali in arretrato. Nella nuova legge è stato previsto un inasprimento per le violenze commesse nell’ambito di manifestazioni sportive. In tal senso è stata prevista la possibilità di arresto in flagranza di reato e le responsabilità delle società in caso di mancato controllo sui Daspo.

Ciro Oliviero

Redazione
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