Il 9 maggio del 1978 l’assassinio di Peppino Impastato
Ogni anno dal 1996 il 21 marzo si celebra la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime della mafia. Una giornata voluta con forza da Libera. Una giornata che quest’anno si è celebrata a Padova, mentre ad Avellino ha avuto luogo la manifestazione regionale della Campania.
Già sul finire dell’Ottocento si contano le prima vittime innocenti delle mafie. Quasi ogni giorni ricorre l’anniversario dell’uccisione di una o più di loro. Come oggi. Il 9 maggio si ricorda l’assassinio di due persone. Entrambe in Sicilia. Nel 1990, a Palermo, l’uccisione di Giovanni Bonsignore, dirigente della Regione Siciliana che si era opposto ad un finanziamento “illegittimo” chiesto da un consorzio agroalimentare.
Nel 1978, a Cinisi, in provincia di Palermo, l’omicidio di Peppino Impastato, fatto saltare in aria con una bomba piazzata sulla ferrovia Palermo-Trapani. Il fondatore di Radio Aut denunciava la mafia e la commistione con la mala politica ogni giorno attraverso i microfoni dell’emittente locale. Nonostante abitasse a cento passi dall’abitazione del boss Tano Badalamenti, Peppino Impastato denunciava il malaffare della sua città.
“Non li avete uccisi, le loro idee camminano sulle nostre gambe”. Gridavano così i giovani di Palermo dopo le uccisioni, qualche anno più tardi, dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Lo gridano ancora oggi i tanti che affollano le strade e le piazze delle manifestazioni che si celebrano in tutta Italia ogni 21 marzo.