Venezia, il ponte dell’esclusione

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La Fish propone che l’ex ovovia resti in piedi come monito all’esclusione

La federazione italiana per il superamento dell’handicap reputa il ponte di Calatrava sul Canal Grande un monumento all’esclusione. Nonostante sia stato costruito nel ventunesimo secolo la Fish evidenzia che non è percorribile per disabili e anziani dati i materiali utilizzati nella realizzazione.

Nella nota stampa diffusa dalla Fish si legge che «un’opera civile che tradisce le esigenze della comunità a cui si rivolge è un errore progettuale, una violazione del diritto umano alla partecipazione la cui responsabilità è parimenti distribuita fra progettisti e decisori politici che si sono alternati in questi anni».

Nonostante il pare contrario delle organizzazione che si occupano delle persone con disabilità il Comune la trasformò in una ovovia. Costata 2 milioni di euro, mai entrata in funzione, sarà smantellata dopo l’inchiesta sugli sprechi. Un’operazione che costerà ai cittadini veneziani altri 40mila euro dato che il Comune ha scampato il rischio di una denuncia per danno erariale.

Nella sua nota la Fish propone che l’ovovia venga disattivata, ma non smantellata. L’organizzazione propone che resti come monito all’esclusione, «quale modello negativo di ciò che non bisogna fare per garantire l’inclusione delle persone con disabilità e per il bene comune».



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