Il velo islamico firmato Nike

hijab-nike-690x450 Il velo islamico firmato Nike

L’hijab, il velo che copre capo, spalle e gola, è in vendita presso lo store milanese

In commercio da dicembre il velo islamico firmato Nike fa discutere. L’hijab, il velo che copre capo, spalle e gola, è in vendita presso lo store milanese di corso Vittorio Emanuele del marchio sportivo.

Le critiche ricevute dal Nike Hijab Pro non sono le prime per quello che non è un semplice capo d’abbigliamento, ma un simbolo della cultura islamica. Per alcune donne segno di identità. Un simbolo che si incardina in dettami religiosi ben fissi che ora fa capolino tra reggiseni sportivi e palloni da calcio.

La Nike, primo marchio a produrre un velo islamico sportivo, aveva lanciato il modello nel marzo 2018. Già allora il prodotto aveva scatenato accese polemiche nel mondo musulmano. L’hijab sportivo è però un prodotto che piace. Interessa. Stuzzica gli acquirenti. E strizza l’occhio ai mercati arabi in crescita.

Sulla scia del politically correct la Nike ha allargato il proprio bacino d’utenza in America. E ora punta a farlo anche in Europa. Concetto chiave di questa trovata è l’inclusività negli sport. Ma l’interesse dall’azienda sportiva per il mondo arabo arriva da lontano. Già nel 2015 la Nike aveva dapprima tradotto la propria app in arabo. Poi aveva diffuso uno spot sulle atlete islamiche. Quindi nel 2017 la prima proposta della versione beta del velo griffato. Ad indossarlo la pattinatrice Zahra Lari.

Non tutti a Milano hanno visto di buon occhio la trovata pubblicitaria dell’azienda statunitense. A partire dalla consigliera comunale e regionale del Gruppo Misto, Silvia Sardone, che, ha più volte espresso la propria contrarietà alla vendita dell’accessorio a Milano.

Redazione
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