Io Khaled sulla Open Arms

Il libro di Francesca Mannocchi racconta la storia di Khaled

Francesca Mannocchi è una dei pochi giornalisti italiani che racconta la questione migratoria da dentro. A bordo delle navi. Dal fronte libico. Una dei massimi esperti di Libia. Il suo ultimo libro, Io Khaled vendo uomini e sono innocente, è la storia di un giovane libico che dal sogno di fare l’ingegnere si trova a fare parte della macchina che gestisce il traffico di persone. Khaled organizza i viaggi nel Mediterraneo. Lo fa per soldi. Nonostante questo non si sente un criminale. Senza fare questo non saprebbe di che vivere.

Nel corso della presentazione di ieri sera a bordo della Open Arms nel porto di Napoli (dove è intervenuto anche il sindaco de Magistris), anche Francesca Mannocchi ha faticato a definire Khaled trafficante. Colpevole senza dubbio. «Ognuno di noi può scegliere se fare o meno una cosa», ha sottolineato la giornalista. Ma Khaled, così come molti altri non hanno alternative. I libici non hanno possibilità di accedere alla propria liquidità. E dunque l’intervento della comunità internazionale dovrebbe essere proprio sulla Banca centrale libica, come ha suggerito la Mannocchi.

Storie di migranti ne sono state raccontate a centinaia. Da anni. Negli ultimi sempre più. Un tema centrale nel dibattito. La storia raccontata da Francesca Mannocchi affronta il tema da un altro punto di vista. Quelli dei trafficanti appunto. Uno sguardo diverso, nuovo. Un libro che consente di conoscere molte sfaccettature mai raccontate del fenomeno migratorio. Una lettura ancora più necessaria nella Giornata mondiale del rifugiato.

Ciro Oliviero

Redazione
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