Napoli Negra è il secondo volume pubblicato nella collana Cronisti Scalzi di Iod edizioni a firma del giornalista Vincenzo Sbrizzi
Il libro di Vincenzo Sbrizzi raccoglie venticinque storie di uomini e donne migranti. Storie legate da un filo rosso: il mare. Il mare da affrontare per mettersi in salvo. Un barcone. Venticinque barconi. Uno per ogni protagonista. Come quelli che ogni giorno approdano o cercano di approdare lungo le coste italiane – e non solo – alla ricerca del futuro. Napoli Negra (collana Cronisti Scalzi, Iod edizioni) racconta la sofferenza per raggiungere un sogno. Per realizzarlo. Il viaggio che non è fine a sé stesso, ma un’avventura che in molti casi rimane l’ultima della vita dei migranti. Per queste venticinque persone è stato un punto di partenza per costruire una nuova vita. In una città irregolare come Napoli.
Con Napoli Negra Sbrizzi entra nella vita dei migranti. Di persone che si sono fidate ed affidate a lui. Gli hanno concesso di entrare in un mondo privato, fatto di ricordi, dolore, tortura, schiavitù. Di ingiustizie. Burocrazia. Quella contro la quale molte di queste persone ancora oggi sbattono. Perché in Italia non esiste una legge che permette loro di essere italiani, nonostante vivano nel Paese da tanti anni. Come non lo permette ai loro figli, anche se nati in questo Paese.
Questo libro fa emergere la necessità di dare voce alle esperienze dei migranti. Oltre gli articoli e i servizi di carta stampata, radio e tv, spesso concentrati sul sensazionalismo della notizia. Esperienze che hanno molto in comune. Come la Libia, il Paese di transito per quanti vogliano affrontare la traversata del mediterraneo per raggiungere l’Europa. Esperienze che hanno in comune anche la città di approdo, Napoli. Una città che permette meglio di mimetizzarsi rispetto ad altre. E che ha un sistema di accoglienza non sempre rigido. Un mercato del lavoro informale che coinvolge tanto i napoletani, tanto chi diventa napoletano d’adozione.
Napoli Negra non è solo una raccolta di venticinque storie di uomini e donne migranti. È un libro che permette di imparare dal coraggio, dalla determinazione, dalla voglia di ricominciare di queste venticinque persone. Che non sempre hanno scelto Napoli, ma hanno trovato in questa città il migliore approdo, sinora. Anche grazie a volontari, associazioni, cooperative, parrocchie, cittadini che li hanno fatti sentire a casa.
@ciro_oliviero