Il vaccino per i braccianti di Nardò

Il vaccino per i braccianti di Nardò

Nell’ambito del progetto Supreme Italia sono state inoculate le dosi di vaccino ai primi trenta migranti ospitati dalla foresteria Boncuri

Tutelare la salute dei migranti significa tutelare anche quella degli altri cittadini. Perché le persone si muovono, si incontrano, condividono spazi pubblici. E tutelare la salute di quelli che lavorano nei campi, oltre che un gesto di civiltà, serve ancor più a tutelare la salute collettiva. Più volte da queste pagine lo abbiamo sottolineato. Il primo passo è stato fatto in Puglia, dove i sindaci di Brindisi, Riccardo Rossi, e di Nardò, Pippi Mellone. I primi
cittadini pugliesi hanno firmato, a giugno, ordinanze che vietano di lavorare nei campi nelle ore più calde della giornata. Anticipando anche l’ordinanza del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che vieta di lavorare tra le 12.30 e le 16 fino al 31 agosto.

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Tutelare la salute dei braccianti significa anche permettere loro di accedere al piano vaccinale. Ed è quanto è avvenuto in Puglia. Protagonista dell’avvio della campagna vaccinale per i braccianti ancora Nardò. Sono state inoculate le dosi ai primi trenta migranti ospitati dalla foresteria Boncuri gestita dalla Croce Rossa. Le vaccinazioni rientrano nell’ambito del progetto Supreme Italia che vede capofila il distretto socio sanitario di Nardò in collaborazione con il dipartimento di Prevenzione.

@dalsociale24



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