Insignito del Nastro della Legalità ai Nastri d’argento
«E’ un’opera che parla – con forza, ma anche con grande attenzione all’intimità dei sentimenti più privati – di contrabbando di uomini, di sangue, persecuzioni e schiavitù, accendendo un riflettore su una delle tante tragedie fuori dall’attenzione mediatica di un mondo che fa distinzione perfino sull’orrore della guerra». Queste le motivazioni che hanno portato all’assegnazione del Nastro della Legalità ai Nastri d’Argento per Sembra mio figlio, il film di Costanza Quatriglio.
Il Nastro della Legalità è nato lo scorso anno per dare il giusto riconoscimento al film A mano disarmata. L’iniziativa dei Giornalisti Cinematografici e del festival Trame premia ancora una volta il cinema civile. Un film di denuncia sul traffico illegale di esseri umani, sul diritto d’asilo.
Sembra mio figlio racconta sotto il profilo storico, politico e sociale la drammaticità della storia degli Hazara, vittime di genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità. Filo conduttore delle storie raccontate dalla Quatriglio il protagonista Ismail, che in Italia fa da mediatore culturale volontario.