Le priorità del Recovery plan

Le priorità del Recovery plan

A rivoluzione verde e transizione ecologica 31,6 mld per progetti in essere e 35,8 per nuovi progetti

Nella notte il governo ha approvato il Recovery plan. I ministri renziani Bellanova e Bonetti si sono astenute per il mancato accordo sul Mes preteso da Renzi. Questa decisione potrebbe portare la compagine di Italia Viva a sfilarsi dalla maggioranza ed uscire dunque dal governo. Sul fronte economico il piano approvato prevede 209,89 miliardi per il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Per i nuovi progetti ci saranno 144,2 miliardi. I restanti 65,7 miliardi sono destinati a progetti in essere che, grazie all’inserimento nel Pnrr, saranno finanziati e dunque realizzati prima di quanto previsto dal precedente allocamento di risorse.

Il piano si articola in sei missioni, ovvero aree tematiche di intervento. Il primo punto riguarda digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura a cui sono stati destinati 10,3 miliardi per progetti in essere e 34,8 per nuovi progetti. Per rivoluzione verde e transizione ecologica 31,6 mld per progetti in essere e 35,8 per i nuovi. 11,7 mld per vecchi e 20,3 per nuovi progetti per infrastrutture per una mobilità sostenibile. Ad istruzione e ricerca vanno 3,8 e 22,3 miliardi per vecchi e nuovi progetti. Ad inclusione e coesione 4,1 e 17,2 miliardi tra vecchi e nuovi progetti. 5,3 e 12,7 miliardi per la salute.

Quella maggiormente finanziata è l’area identificata come rivoluzione verde e transizione ecologica. Come ci aveva anticipato in un’intervista dello scorso 4 dicembre la presidente della Commissione Ambiente al Senato, Vilma Moronese. Nello specifico 5,2 mld saranno ripartiti tra impresa verde ed economia circolare, mentre 14,58 mld andranno alla transizione energetica ed alla mobilità locale sostenibile. 12,7 miliardi saranno spesi per efficienza energetica e riqualificazione degli edifici. 3,97 per tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica. Sul fronte mobilità sostenibile molte risorse andranno al potenziamento dell’alta velocità e delle ferrovie regionali per un totale di 26,7 miliardi.

Tra le altre misure quella di inclusione coesione destina 5,85 mld al lavoro, 7,15 alla famiglia ed alle infrastrutture sociali, 4,18 alla coesione territoriale. Anche il Mezzogiorno è destinatario di una cifra cospicua con 8,7 miliardi di ReactEu, ai quali si aggiungono 4 miliardi di agevolazioni fiscali per le imprese del sud.

Redazione
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