Il 24 per cento delle notizie del 2018 ha toni allarmistici
Nel 2018, si registra una diminuzione dei toni allarmistici rispetto agli anni precedenti. Circa un quarto delle notizie (24%) hanno toni allarmistici nel 2018, una riduzione di 22 punti rispetto all’anno precedente, che aveva registrato un46% di notizie dai toni allarmistici. Le notizie dai toni rassicuranti sono invece passate dal 5% del 2017 al 12% del 2018.Le voci tematiche più permeabili a titoli e articoli allarmistici sono quelle di criminalità e sicurezza (56%) e terrorismo (55%).Una quota elevata di titoli allarmistici si registra tuttavia anche nella voce dei flussi migratori (19%), perl’uso reiterato dei termini “invasione”, “allarme”, “emergenza” e la presenza di toni aspri e preoccupatisull’intensificazionedegliscontritra paesi europei, l’assenza di soluzioni condivise, il caos alle frontiere nazionali.Osservando l’andamento del coefficiente di allarmismo, che pondera i toni allarmistici, neutri e rassicuranti inun indice che varia fra -1 e 1, da un massimo di allarmismo a un massimo di rassicurazione, si vede che il valore del 2018 è ancora negativo, ma superiore rispetto al 2017, che ha registrato il valore più basso dei quattro anni analizzati. A incidere su questo dato la tematizzazione politica dell’immigrazione nella lunga campagna elettoraledel2017 in vista delle elezioni politiche del 4 marzo 2018.Le linee editoriali dei quotidiani si differenziano significativamente per il grado di allarmismo nei titoli e articoli di prima pagina.
Tra le notizie più ansiogene vi sono quelle relative al pericolo del terrorismo jihadista, aicasi di crimini violenti commessi da stranieri, aldegrado nelle città italiane, alla situazione di illegalità diffusa,agli appelliper il contenimento degli ingressie per la protezione degli italiani.Sono frequenti i titoli che enfatizzano la minaccia e l’emergenza di un fenomeno fuori controllocon termini quali “caos immigrazione”, “bomba immigrazione”, “emergenza immigrazione”, “invasione continua”, “allarme sicurezza”, “clandestini”che delinquono, “ipocrisia assassina” delle Ong, crisi del welfare a causa di “bonus bebè agli immigrati” e “cure gratis ai clandestini”, “assassini umanitari”e “quarta belva”, in riferimentoai “killer di Desirée”arrestati. Col tempo, cade l’accusa di omicidio volontario per due degli arrestati e viene derubricata l’accusadi violenza sessuale di gruppo, ponendo la questione se la salvaguardia della dignità e riservatezza di indagati richiesta dalla presunzione di innocenza siano tutelate equamente a seconda che il presunto colpevole di un efferato crimine sia italiano o straniero.
17 Comments
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