Riaprono i centri antiviolenza a Napoli

violenza-sulle-donne-690x450 Riaprono i centri antiviolenza a Napoli

L’intervista a Giovanni Russo del consorzio Terzo Settore, una delle realtà che gestirà i cinque Cav di Napoli

Riaprono i centri antiviolenza della città di Napoli. E riaprono con una larga rete di realtà che da anni si battono per i diritti delle donne e contro la violenza di genere. «I centri antiviolenza della città di Napoli saranno luoghi di donne per le donne», dice Giovanni Russo del consorzio Terzo Settore, una delle realtà che gestirà i cinque Cav di Napoli.

Gli anni di collaborazione tra il consorzio Terzo settore e i centri antiviolenza Lilith hanno già dimostrato che la rete tra più realtà e più professionisti esperti della materia può supportare ancor più le donne vittime di violenza. Di questo progetto oltre al consorzio Terzo Settore, che ne è capofila, fanno parte anche il consorzio Core, l’associazione Le Cassandre, l’associazione Telefono Rosa. Importante ai fini dell’aggiudicazione del progetto anche il lavoro assieme al Comune di Napoli, seguito dalla delegata alle Pari opportunità, Simona Marino.

Oltre alla consulenza psicologica, all’assistenza legale, all’orientamento al lavoro, ai gruppi di autoaiuto, «in questi centri antiviolenza sarà posto l’accento su luoghi politici che sostengono l’empowerment femminile», ha dichiarato Giovanni Russo. «Le donne non come vittime, ma come persone da sostenere in una società ancora profondamente maschilista. Donne – ha aggiunto Russo – che se accompagnate all’uscita dai percorsi di violenza a cui sono assoggettate possono diventare la chiave di volta dei numerosi problemi che affliggono la nostra società».

Per contrastare la violenza di genere è necessario partire dall’educazione. Ne è convinto Giovanni Russo che sottolinea che tra gli aspetti previsti da questo progetto c’è l’educazione ai sentimenti nelle scuole che «ritengo sia uno degli strumenti più valici per poter arginare il fenomeno della violenza che purtroppo è sempre alla ribalta della cronaca».



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