Rischio abbandono scolastico

Rischio abbandono scolastico

L’indagine evidenzia come la dad abbia influito sull’abbandono scolastico

Didattica a distanza. Didattica in presenza. Al 50 per cento. Al 75. Riaprire il 7 oppure l’11. In alcune regioni sì, in altre no. Ci sono enti regionali che decidono per conto loro. Altri attendono in governo. Mentre si discute di come far ripartire la scuola ai tempi del Covid-19, c’è chi la scuola la abbandona. Circa 34mila ragazzi tra i 14 ed i 18 anni. A rivelarlo è l’indagine I giovani ai tempi del Coronavirus condotta da Ipsos per Save The Children. Sono gli stessi compagni di classe che rivelano che dall’inizio della pandemia cresce il numero di chi non frequenta più le lezioni.

La dad ha fatto la sua parte in questo scollamento tra i ragazzi ed il sistema scuola. Il 25 per cento degli intervistati ha infatti dichiarato di sentirsi meno preparato di quando andava a scuola in presenza. Il 37 per cento dichiara di avere avuto ripercussioni negative sulla capacità di studiare. Gli adolescenti italiani sono stanchi (31%), incerti (17%), preoccupati (17%), irritabili (16%), ansiosi (15%), disorientati (14%), nervosi (14%), apatici (13%), scoraggiati (13%). Per il 46 per cento del campione quello trascorso è un anno sprecato. L’85 per cento dei ragazzi ha dichiarato di aver capito l’importanza di uscire con gli amici ed incontrare persone.

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L’abbandono scolastico viaggia di pari passo con la povertà educativa, che in questa fase più che mai è collegata alla povertà materiale. Come ha evidenziato l’Istat il 12,3 per cento dei ragazzi in età scolare (circa 850mila) non ha accesso a dispositivi elettronici per seguire la dad. Il 45,4 per cento ha difficoltà per carenza di strumenti informatici in famiglia. Nel 2018 il 41,9 per cento dei minori viveva in spazi abitativi sovraffollati, e dunque inadeguati a seguire la didattica a distanza. Per Save the Children l’impatto della chiusura delle scuole «è ancora gravemente sottovalutato. Servono ristori», anche utilizzando le risorse del Next Generation Ue.

Redazione
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