Al progetto di Surf4Children questa estate si è aggiunto Vanderful di Seeds of Hope, attraverso il quale i ragazzi realizzano le proprie tavole da surf
Lo sport può essere veicolo di inclusione sociale. E gli sport acquatici sono senza dubbio quelli maggiormente adatti. Come nel caso del surf, come abbiamo raccontato lo scorso giugno, in occasione dell’avvio del progetto Navigando oltre le barriere promosso dall’associazione Area51 di Massa Carrara. Ma quello sulle coste della Toscana non è l’unico progetto del genere. Anche sul litorale laziale è attivo un progetto di inclusione sociale delle persone con disabilità attraverso il surf. A portarlo avanti a Santa Marinella da alcuni anni è Surf4Children. In più rispetto agli altri anni, questa estate si è aggiunto il progetto Vanderful di Seeds of Hope.
Rientrati dall’Africa causa Covid i volontari della ong hanno messo in piedi un laboratorio per la costruzione di tavole da surf artigianali. Sono dunque gli stessi ragazzi con disabilità a realizzare le tavole sulla quali poi sfideranno le onde. Questo workshop permette loro non solo di apprendere tecniche nuove, ma anche di approcciare in modo diverso l’ambiente e comprendere la necessità del rispetto della natura. Il progetto andrà avanti fino al 31 agosto. In quell’occasione si terrà l’evento di chiusura Wood Vibes Only. Appuntamento alle 15.30 con una dimostrazione di surf, seguito dal contest sulle tavole di legno, un’asta delle stesse, una lotteria e la proiezione del film Big Wata.
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