Tra gli arrestati Leopoldo Del Prete, l’uomo a capo della struttura, per il quale le accuse sono autoriciclaggio e reati ambientali
Gli sviluppi dell’inchiesta sul centro di raccolta Ama di Roma Mostacciano del febbraio 2019 hanno portato la Dda di Roma ad indagare il Centro Rottami di Cisterna di Latina. Le indagini, coordinate dal gip di Roma Nicolò Marino, hanno portato a scoprire che nel centro finivano anche gli scarti dei roghi tossici dei campi rom delle province di Roma e Latina. L’operazione ha portato a 27 arresti, 14 in carcere e 13 ai domiciliari. Tra questi figura Leopoldo Del Prete, l’uomo a capo della struttura. Per lui le accuse sono autoriciclaggio e reati ambientali.
I rilievi della polizia giudiziaria hanno evidenziato la violazione della normativa in materia ambientale. Dalle indagine della Direzione distrettuale antimafia di Roma è emerso che il Centro Rottami di Cisterna di Latina gestiva il lecitamente ingenti quantitativi di rifiuti speciali e urbani, pericolosi e non pericolosi provenienti da privati, società e imprese individuali prive di iscrizione all’albo nazionale dei gestori ambientali.
Questo avvenuto «evidenzia il perchè tengo molto alla norma sull’End of Waste – ha detto la presidente della commissione Ambiente al Senato, Vilma Moronese -, che permette alle aziende di trasformare i rifiuti in nuova materia innescando un processo virtuoso legato al riciclo. Sapere che c’era chi sfruttava illecitamente, dichiarando il falso su quella categoria di rifiuti, mi fa pensare che bene abbiamo fatto ad inserire un meccanismo di controllo nella norma, che le imprese sane rispettano. Da parte nostra ci sarà sempre zero tolleranza per chi fa profitti illeciti, danneggiando gli onesti imprenditori».