Il ministro Bellanova minaccia le dimissioni
Il tema della regolarizzazione dei migranti per permettere loro di lavorare è al centro del dibattito da settimane. I settori maggiormente interessati dalla misura sono l’agricoltura e quello domestico. Il ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova ha più volte detto di volere la regolarizzazione. Ancora stamattina. A seguito dello scontro con il capo politico del M5S Vito Crimi, contrario alla proposta, ha perfino paventato le sua dimissioni in caso di mancato accordo.
Tra i contrari alla regolarizzazione il deputato Matteo Orfini, il senatore di Forza Italia Francesco Battistoni, il leader della Lega Matteo Salvini. Tra i favorevoli ci sono il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, il portavoce di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni e i grillini Giuseppe Brescia e Matteo Mantero. Sottolineando l’aspetto dell’emersione dei lavoratori in nero questa mattina a Radio Anch’io il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, aveva parlato di condivisione. Condivisione che evidentemente non è totale.
I sindacati sono sempre stati favorevoli alla regolarizzazione. Il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, ha twittato che «è sbagliato dividersi sul tema della necessaria e giusta regolarizzazione dei lavoratori migranti e far emergere il lavoro in nero. Occorre garantire i diritti alle persone, come ha sottolineato anche Papa Francesco, percorrere la strada della legalità, della tutela del lavoro, della lotta allo sfruttamento ed al caporalato in agricoltura ed in tutti i settori».
SULLO STESSO ARGOMENTO POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE:
Agricoltura, i territori si organizzano
Regolarizzazione migranti, proposte del sottosegretario L’Abbate
Coronavirus, a rischio settore agricolo