Lo Sfizzicariello e il riscatto sociale

sfizzicariello-690x450 Lo Sfizzicariello e il riscatto sociale

Il documentario di Rossella Grasso racconta storia di riscatto dal disagio mentale

Storie di riscatto dal disagio mentale. Questo è Lo Sfizzicariello, la bottega di gastronomia sociale presente ad un passo dai Quartieri Spagnoli di Napoli. E questo racconta nell’omonimo documentario la giornalista Rossella Grasso. Il lavoro nasce dalla necessità di «raccontare questa storia fatta di tante storie di persone che attraverso questo lavoro realizzano riscatto sociale vero», racconta Rossella Grasso. «Se non avessero avuto questo lavoro sarebbero stati costretti a casa, come loro stessi hanno raccontato nel documentario», aggiunge la regista.

Il presidente della cooperativa sociale Arte, musica e caffè, Carlo Falcone, ha dato vita a Lo Sfizzicariello dieci anni. «Una realtà che vale la pena conoscere di persona per toccare con mano la bellezza di questo progetto», dice Rossella Grasso. La bellezza delle storie dei singoli protagonisti di questa realtà. Queste sono al centro del documentario. Storie di amicizia, di riscatto, di amore. Come racconta Rossella Grasso «a Lo Sfizzicariello è nata una storia d’amore tra Davide e Sabrina. Ora progettano di andare a vivere assieme. Per me loro sono la metafora dell’amore universale. Lo descriverei come sono loro. Si aiutano a vicenda anche nelle piccole cose».

Lo Sfizzicariello from Rossella Grasso on Vimeo.

A Lo Sfizzicariello tutti i soci sono pari. E portano avanti molte attività come documentato nel lavoro di Rossella Grasso. Tra queste il social gym in cui chiacchierano di temi per loro importanti e di attualità e così coltivano un pensiero su quello che gli succede attorno. «Io da loro – racconta la Grasso – ho imparato tantissimo. Ho riflettuto su aspetti della vita sui quali non mi era mai capitato di soffermarmi ma che sono importanti. E ho capito bene anche cosa è il disagio mentale attraverso i racconti dei ragazzi, dei loro genitori, dei clienti affezionati. Ma anche dello psichiatra che raccontata i passi in avanti che hanno fatto come raggiungere il luogo di lavoro in autonomia».

I lavoratori de Lo Sfizzicariello sono molto attenti al sociale. Tra le attività che hanno messo in campo in questi anni c’è la polpetta sospesa. I clienti che hanno la spesa possono lasciare un euro per regalare una polpetta a persone meno abbienti e loro la donano a chi a fine giornata chiede se può avere qualche avanzo. Tanti i momenti belli che hanno contraddistinto il periodo di girato. «Per me il momento più bello – afferma Rossella Grasso – è stato mentre chiacchieravo in cucina da sola con i ragazzi. Ad un tratto Simone mi ha svelato di essere un grande fan di Claudio Baglioni ed ha iniziato a cantare Avrai, che poi mi ha raccontato essere la canzone che suo padre gli ha dedicato quando è nato».

Il documentario è stato selezionato nella sezione Young Film Market del Social World Film Festival 2019 in corso in questi giorni a Vico Equense, in provincia di Napoli.

Ciro Oliviero

Lo Sfizzicariello from Rossella Grasso on Vimeo.

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