Soncino accompagna al lavoro

soncino-disabili-chef-690x450 Soncino accompagna al lavoro

Il 9 marzo sarà inaugurato un ristorante didattico

Soncino accompagna al lavoro le persone diversamente abili. Lo fa attraverso la formazione professionale nel campo alimentare. Cuochi e camerieri le principali figura formate. Lo fa attraverso Inchiostro, una cooperativa sociale nata nel 2016 a Soncino, borgo in provincia di Cremona.

Una cooperativa sociale volta a promuovere la formazione professionale, nonché promuovere iniziative di accompagnamento al lavoro ed ogni attività finalizzata all’inserimento lavorativo. Questo è Inchiostro. Una cooperativa che ha preso in carica la gestione di un ente professionale dopo essersi staccata dall’Istituto delle Suore della Sacra Famiglia che lo aveva gestito per oltre 50 anni. Inchiostro è un ente accreditato e riconosciuto dalla Regione Lombardia.

Da due anni l’istituto forma anche i disabili. In alcuni casi si tratta di persone con disabilità gravi. All’istituto sono iscritti autistici, down, persone affette da ritardo mentale. «La cucina è un mezzo per renderli autonomi», racconta la coordinatrice del percorso personalizzato per disabili della scuola, Laura Sivalli.

Il 9 marzo sarà inaugurato un ristorante didattico dove lavoreranno gli stessi ragazzi, sia disabili che normodotati, «per sperimentare sul campo il lavoro. Un momento che stiamo preparando attraverso delle immagini. Attraverso delle check list – sottolinea la Sivalli – su come prendere delle ordinazioni. Un modo per farli esercitare per un futuro lavoro nella ristorazione».

Nel corso dell’anno gli studenti preparando dei prodotti fatti come marmellate, biscotti, cioccolatini. «La nostra idea – spiega Laura Sivalli – è di lanciare sul mercato questi prodotti. Per ora li vendiamo in un circuito ristretto e i ricavi vanno a sostenere le spese della scuola». Così come sarà per i ricavi del ristorante.

«Vogliamo che questi ragazzi escano da questa scuola con delle professionalità che possano essere spese nel mondo professionale», sottolinea la coordinatrice del percorso personalizzato per disabili. Un percorso non sempre facile. Anche se le difficoltà maggiori «le riscontriamo nel rapporto con i genitori per far capire loro il lavoro che c’è dietro. Bisogna rieducare i genitori e far capire che i ragazzi sono tutti sullo stesso piano. Tutti abbiamo delle differenze. Ma siamo noi che facciamo la differenza», chiosa Laura Sivalli.

Ciro Oliviero



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