Taranto, 26 arresti per truffa e usura

guardiadifinanza-690x450 Taranto, 26 arresti per truffa e usura

Sequestrati beni per un valore complessivo di 13,5 milioni di euro

Truffa, estorsione, usura, riciclaggio, reimpiego e autoriciclaggio. Questi i reati contestati alle 26 persone tratte in arresto questa mattina dagli uomini della guardia di finanza di Taranto. 14 sono finiti in carcere, mentre agli altri 12 sono stati consessi gli arresti domiciliari. Nell’ambito dell’operazione “Scammers Paradise” sono stati anche sequestrati beni per un valore complessivo di 13,5 milioni di euro.

L’indagine, che ha avuto la durata di due anni, ha portato alla disarticolatazione di un’organizzazione criminale che perpetrava truffe ai danni di società multinazionali del settore della locazione operativa di beni tecnologici e sistemi informatici. La stessa cellula criminale riciclava ingenti somme di danaro frutto di diverse attività illecite.

A ricoprire il suolo di amministratore delegato di queste società fittizie dei prestanome scelti da due persone legate ai clan D’Amore e D’Oronzo. Il ricavato della truffa veniva poi reinvestito in attività illecite. Tra questi l’usura con tassi d’interesse fino al 232%. Tra le attività illecite anche l’acquisto di prodotti alimentari e di consumo collocati in un supermercato con sede legale ad Altamura, in provincia di Bari.

Nell’ambito dell’operazione sono 101 le persone denunciate, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di truffa aggravata, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e false comunicazioni sociali.

Redazione
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