Rapporto Unicef su salute materna

UN0316281-690x450 Rapporto Unicef su salute materna

I dati del rapporto relativi ad Africa, Asia, America Latina e Caraibi

Il 40 per cento delle spese non alimentari di più di 5 milioni di famiglie sono per i servizi sanitari per la maternità. Le persone coinvolte vivono in Africa, Asia, America Latina e Caraibi. Lo dice Unicef nell’ultimo rapporto sulla salute materna. Lo studio rivela che, nonostante il miglioramento dei servizi per la maternità, ogni giorno più di 800 donne muoiono ancora per complicazioni legate alla gravidanza. Per le donne in età compresa tra i 15 e i 19 anni le complicazioni legate alla gravidanza sono la prima causa di morte.

Dallo studio emerge inoltre che i costi delle cure prenatali e dei servizi per il parto in diverse casi dissuadono le donne dal cercare cure mediche. Questo mette in pericolo sia loro che che la vita dei futuri nascituri. «Per troppe famiglie, i costi del parto possono essere catastrofici. Se una famiglia – dice il direttore generale dell’Unicef, Henrietta Fore – non può permettersi questi costi, le conseguenze possono anche essere fatali».

In questi Paesi il divario tra ricchi e poveri è abissale. Questa differenza incide molto sui servizi sanitari. In tal senso per le donne povere è vitale il ruolo svolto da medici, infermieri e ostetriche. Unicef rivela che il personale sanitario è aumentato in molto Paesi dal 2010 al 2017. Anche in questo caso però il divario è ampio. Su 10 mila utenti in Mozambico si è passati da da 4 a 5 operatori sanitari. In Etiopia da 3 a 9, mentre, ad esempio, in Norvegia da 213 a 228 operatori sanitari.

Henrietta Fore ha sottolineato che «non riusciamo a fornire un’assistenza di qualità alle madri più povere e vulnerabili. Troppe madri continuano a soffrire all’infinito, specialmente durante il parto. Possiamo fermare questa sofferenza e salvare milioni di vite con un paio di mani sicure, strutture funzionali e una migliore qualità delle cure prima, durante e dopo la gravidanza». Per fare questo Unicef porta avanti la campagna globale Every Child Alive (Ogni bambino è vita).



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